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 Lipchitz Prometheus

Prato contemporanea

In tutto il territorio pratese l'arte contemporanea è di casa grazie al Centro Pecci, polo regionale di coordinamento e sviluppo della cultura contemporanea e alla significativa presenza su tutto il territorio di numerose opere d'arte. L’itinerario inizia dal Centro Pecci (facilmente raggiungibile per chi viene da fuori Prato dall’Autostrada A11 - uscita Casello Prato EST) per estendersi fino al centro della città e proseguire poi nei comuni della Provincia dove forti sono le testimonianze di arte diffusa. L’edificio in cui ha sede il Centro Pecci è un’opera architettonica di grande valore. La sede originaria, che ha aperto nel 1988, è stata progettata dall’architetto Italo Gamberini L’esigenza di ampliare lo spazio espositivo ha spinto comune e regione ad affidare all’architetto Maurice Nio la realizzazione di un nuovo edificio che si integra in maniera armoniosa con quello vecchio. L’attuale sede si affaccia su una nuova piazza pubblica in cui si apre l'ingresso principale del Centro e la cui visita richiede almeno 2 ore.

Nel giardino del Centro è possibile ammirare due importanti opere:
Diego Esposito, Longitudine – Latitudine: 43° 51' 678'' N – 11° 6' 570'' W, 2001

Exegi Monumentum Aere Perennius - La colonna spezzata (1988) di Anne e Patrick Poirier

Percorrendo Viale della Repubblica in direzione centro storico si incontra:

Eliseo Mattiacci, Riflesso dell'ordine cosmico, 1995-1996
Proseguendo nella stessa direzione:
Henry Moore, Large Squared Form with Cut, 1969-1971 (Piazza San Marco)
Giò Pomodoro, Isla Negra, a Pablo Neruda, 1975-1976 (Via Marx)
Ben Jakober e Yannik Vu, Mazzocchio, 1993-1994 (Via Pomeria)

Una stazione fondamentale del percorso di arte urbana è il complesso Campolmi dove, nel cortile della Biblioteca Lazzerini, troviamo:
Barbara Kruger, Untitled (Prato), 1993
Bizhan Bassiri, La bestia, 1994
Hossein Golba, Colonna vertebrale della vita, 2001

Nei pressi del Castello dell’Imperatore due opere di luce visibili solo dopo il tramonto:
Carlo Bernardini, Il passo della luce, 2014 (Cassero medievale)
Fabrizio Corneli, Grande sognatrice, 2014 (Piazza S. Maria in Castello)

Dal Castello l’itinerario prosegue fino a Piazza del Comune e Piazza Duomo; sotto la scalinata di Palazzo Pretorio campeggia l’imponente bronzo.
Jacques Lipchitz, Prometheus Strangling the Vulture, 1944/1953

All’interno della Cattedrale di Santo Stefano possiamo ammirare
Emilio Greco, Dormitio Virginis, 1983 (Cappella della Sacra Cintola); Robert Morris, Altare 2000-2001; Robert Morris, Ambone 2000-2001 (Cattedrale, altare maggiore); Robert Morris, Candelabro, 2000-2001 (Cattedrale, altare maggiore); Robert Morris, Quattro per Donatello, 2001 (Chiostro della Cattedrale); Giuseppe Spagnulo, Porta della Luce, 2009 (Cattedrale, navata laterale).

L’itinerario cittadino si conclude in Piazza Ciardi dove è possibile vedere due ultime opere:
Alessandra Andrini, Count Up, (Monumento alla resistenza) 2009, Piazza dell’università.
Marco Bagnoli, L'anello mancante alla catena che non c'è, 2016, 

La visita può proseguire verso la Val di Bisenzio dove, passando dal Viale Galilei, lungo la pista ciclopedonale (lato sinistro), si trova la “Figura Antropomorfa per l’Isola d’Elba” di Vittorio Tavernari e, sempre sulla pista ciclopedonale (lato destro e in prossimità del Ponte Datini)  si può osservare la grande scultura in bronzo “Mordi palo -  Paalbijter” commissionata a Gijs Assmann nel 2005  in occasione della mostra “Territoria - Arte dall’Olanda a Prato e Val di Bisenzio”. L’opera, di forte realismo, è legata alla tematica della memoria e della Vanitas discendente dall’arte olandese del XVII secolo.

Lungo la statale 325 che porta in Val di Bisenzio ci sono numerose installazioni, ma un vero e proprio museo all’aperto si trova a Luicciana. Di ritorno dalla Val di Bisenzio, passando per Montemurlo dove si possono ammirare numerose installazioni, in particolare le fontane artistiche di Italo Bolano e Tosco Andreini. L'itinerario può proseguire verso i comuni Medicei dove non può mancare una visita al Parco Museo Quinto Martini.

Per finire, suggeriamo una visita alla Fattoria di Celle, sulle colline di Santomato, un luogo incantevole a soli 16 km da Prato dove, su appuntamento, è possibile ammirare una prestigiosa collezione privata di arte ambientale con opere di Abakanowicz, Burri, Hopenheim, Karavan, Lombardi, Long, Mattiacci, Melotti, Morris, Paladino, Paolini, Parmiggiani, Poirier, Serra, Sol Lewitt, Vedova e tanti altri, grazie alla disponibilità del proprietario, il pratese Giuliano Gori.  

Informazioni sull'itinerario